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giovedì 31 luglio 2003
- Santa Lucìa - San Batrolomeo di Tirajana - Embalse de Chira
- Vecindario
Ormai
abbiamo preso un bioritmo di sveglia naturale, si dormono finalmente le dieci
ore che necessita un corpo in ferie!!!! Oggi siamo stati un oretta in spiaggia
e poi abbiamo noleggiato una macchina per iniziare la nostra “scoperta dell’Isola”!!!
Chiaramente
abbiamo programmato il percorso della giornate e quello dei giorni successivi,
per evitare di girare a caso, abbiamo cercato di studiare gli itinerari in modo
da semplificare il più possibile i tragitti. Qui infatti, a causa della morfologia
dell’Isola, si passa dall’autostrada a tre corsie alle stradine tortuose di
montagna che costeggiano veri e propri precipizi.
La
prima città che abbiamo visitato si chiama Ingegno, attorno alla città
ci sono numerosissime serre, soprattutto di pomodori (che abbiamo trovato veramente
molto gustosi). Le serre qui sono necessarie per evitare che le colture vengano
rovinate dal vento. Dopo Ingegno abbiamo visitato Aguimes, qui si possono
vedere alcuni edifici d’epoca, con balconi tipici in legno intarsiato, si tratta
di case coloniche. Successivamente ci siamo diretti verso Santa Lucia.
Il paesaggio è molto arido anche se ci sono tantissime palme. Abbiamo notato
che nell’Isola abbonda la pianta di Agave, si tratta di una specie di
cactus con tante foglie a punta e con un fiore giallo dallo stelo alto un paio
di metri, questa pianta si chiama anche Aloe Vera e viene usata per fare
le creme e molti altri prodotti di bellezza. Ai lati della strada ci sono anche
molti alberi di Eucalipto e Mandorli. Usciti da Santa Lucia si
vede una montagna con un infinità di caverne; erano le antiche abitazioni delle
popolazioni Guance che hanno abitato l’Isola in epoca preistorica.
Sempre
attraversando un paesaggio molto arido siamo giunti a San Bartolomeo di Tirajana.
Qui sorge una chiesa nella quale viene venerata l’immagine di Santiago (San
Giacomo) che si dice essere apparso in quei luoghi. Da San Bartolomeo, attraverso
una pineta praticamente senza sottobosco abbiamo raggiunto il lago Embalse
de Chira, dove sguazzavano allegre delle tartarughe. Mancavano quattro coccodrilli
e un branco di ippopotami e si poteva immaginare di essere ad “Agua caliente”,
in mezzo ad un deserto Texano! Al ritorno abbiamo percorso una strada tortuosa
che porta alla città di Vecindario. Lungo la strada ci siamo fermati
ad ammirare la Fortaleza, una vera fortezza scavata nella roccia che
sorge in mezzo al canyon e che è stata sede di battaglie delle popolazioni Guance
contro gli invasori.
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