LE TAPPE
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Le tappe sono state determinate a tavolino da Luca .
A parte le prime due tappe che sono state di circa 100 km, quelle successive
erano in media di 65/70 km.
Di seguito vengono indicate le nostre tappe con le relative
distanze e caratteristiche. La descrizione è sommaria e ci riserviamo
di ampiarla quando le descriveremo analiticamente.
| Partenza | Arrivo | KM | partecipanti | caratteristiche | |
| 1 | PUENTE LA REINA | NAJERA | 95,49 | LUCA-MONICA-PAOLA | Saliscendi in paesaggio semidesertico con vento contro |
| 2 | NAIERA | BURGOS | 99,00 | PAOLINO-CRISTIAN-PAOLA | Saliscendi in paesaggio semidesertico – salita della “muerte” |
| 3 | BURGOS | FROMISTA | 74,00 | LUCA-MONICA -CRISTIAN | saliscendi nel deserto torrido con vento contro |
| 4 | FROMISTA | SHAGUN | 62.59 | PAOLA-PAOLINO-CRISTIAN | comincia la pianura ma insiste il caldo |
| 5 | SHAGUN | LEON | 53,00 | LUCA-MONICA-PAOLINO | pianura e caldo torrido |
| UN GIORNO DI SOSTA | - | - | - | - | |
| 6 | LEON | RABANAL DEL CAMMINO | 81,00 | LUCA-MONICA-PAOLA | si comincia in pianura per finire con un saliscendi controvento |
| 7 | RABANAL DEL CAMMINO | VILLAFRANCA DEL BIERZO | 59.03 | PAOLA-PAOLINO-CRISTIAN | saliscendi, grande salita de "la cruz de ferro" |
| 8 | VILLAFRANCA DEL BIERZO | TRICASTELA | 55,23 | LUCA-MONICA-CRISTIAN | 35 km di salita lenta ed inesorabile, si tocca il punto più alto del cammino: 1300 metri, poi è tutto un saliscendi |
| 9 | TRICASTELA | PALAS DO REI | 66.28 | PAOLA-PAOLINO-CRISTIAN | 1200 metri di dislivello, saliscendi con panorama verde |
| 10 | PALAS DO REI | SANTIAGO DE COMPOSTELA | 68,00 | LUCA-MONICA-PAOLINO | 1000 metri di dislivello, panorama verde e continuo saliscendi |
| 11 | SANTIAGO DE COMPOSTELA | Permanenza a Santiago |
SOGGIORNO A PAMPLONA (11 Agosto 2002)
Dopo il lungo viaggio dall'Italia, siamo giunti finalmente
a Pamplona. Qui il tempo era davvero pessimo ed eravamo un po' giù di
morale, temevamo di posticipare di un giorno la partenza in bicicletta!! La
città era ancora deserta. Del resto gli spagnoli dormono di mattina e
vivono di notte!!! Abbiamo quindi cercato un alloggio e lo abbiamo trovato facilmente.
Viste le abitudini degli spagnoli, non abbiamo esitato a concederci
la siesta dopo pranzo. Nel pomeriggio la città incominciava a popolarsi,
così anche noi ci siamo precipitati lungo le ramblas, curiosi di visitare
e di incontrare altri pellegrini come noi!!! Con molto stupora abbiamo notato
che gran parte delle auto parcheggiate erano colme di botte, graffi, buchi.
La cosa ci è sembrata meno strana quando abbiamo collegato il tutto alla
festa di San Firmino (fine luglio). Nella città vengono liberati dei
tori scalmanati che, stuzzicati dalla gente, cominciano ad correre e ad inseguire
sti pazzi! Ovvio che il toro non si preoccupa di togliersi gli zoccoli prima
di saltare sulle auto!!! Successivamente abbiamo visitato la cattedrale, che
da fuori sembrava eccessivamente imponente. L'interno, in realtà era
molto semplice. L'altare era circondato da un inferiata e decorato con elementi
in argento.
PRIMA TAPPA: PUENTE LA REINA-NAJERA (12 Agosto 2002)
Il tempo è un po' migliorato, anche se rimangono dei
nuvoloni e l'aria è fredda. Partiamo quindi tutti insieme da Pamplona
per raggiungere Puente la Reina, il punto di inizio del nostro cammino. A giudicare
dalle altimetrie che abbiamo trovato sulle guide, questa tappa doveva essere
in piano. In realtà è stato un continuo saliscendi. Fino ad ora
di pranzo il cielo è rimasto sempre coperto, non si riusciva tuttavia
a correre perchè avevamo il vento contro, infatti eravamo anche in zona
di produzione di energia tramite le pale eoliche (quindi immaginate voi!). Da
subito tutti abbiamo avuto una sensazione di amicizia verso tutte le persone
che incontravamo, tutti i pellegrini ti salutano e la gente del luogo è
estremamente cordiale. Alcuni Francesi, visto che eravamo in difficoltà,
per scherzare un po' ci hanno dato una spinta!!!! Luca quando vedeva delle fanciulle
sole ci dava di pedale e fingeva di fare il pellegrino solitario. In uno dei
suoi scatti verso la "sgnoccona" si è beccato il "pellegrino rasta",
inutile dire che qualcuno (Monica e Paoletta) sghignazzava alle sue spalle!!!
Paola ad un certo punto si ferma: ha bucato .... non semplicemente con uno spino
ma con un enorme CHIODO. Finalmente si riprende il cammino. Dopo qualche chilometro
ci siamo fermanti perchè abbiamo visto una fonte un po' insolita, da
una parte c'era l'acqua e dall'altra il vino. Indovinate cosa abbiamo bevuto?
Il vino, ovviamente; di acqua ne avevamo fin troppa nelle borracce!!! La fonte
si trova a Irache ed è di proprietà di un'azienda vinicola. Essendo
dei bravi pellegrini, abbiamo bevuto senza comprare!!! Per pranzo, più
tardi. ci siamo mangiati un bel panino con la frittata e nel pomeriggio abbiamo
dovuto fare i conti con la sete che ci ha provocato! Ad un certo punto ero dietro
a Paola, poi la vedo immersa in un rovo di spine. Mi precipito a soccorrerla,
per fortuna non si è fatta niente. Tirarsi su non deve essere stato molto
semplice, visto che la bici era sopra di lei e le sue gambe erano praticamente
annodate alla bicicletta. Inutile dire che si è scorticata le gambe e
che dovrà rinunciare a mettersi in gonna quando, dopo una tappa tipo
questa, decidiamo di farci quattro salti in discoteca. Luca ognitanto ci "invitava"
a correre un po' di più. Purtoppo le donne hanno meno forza fisica, ma
la costanza non manca, alla fine sudiamo sette camice, ma sgambettando ce la
facciamo pure noi! E poi questo è il primo giorno, c'è ancora
la stanchezza del viaggio e ci vuole un po' anche per adattarsi al clima! L'ultima
parte del cammino l'ho percorsa con Luca, Paola si era fatta venire a prendere
da Paolino con il furgone. Purtroppo per motivi di stress fisico abbiamo dovuto
abbandonare il cammino e per un po' abbiamo proseguito sulla strada. Effettivamente
questa tappa poteva essere più breve. Avevamo finito ormai tutti gli
zuccheri e l'acqua cominciava a scarseggiare. A dieci chilometri dal campeggio
abbiamo chiamato gli altri amici. Secondo SOS per pellegrini stanchi e infreddoliti!!!!
Dimenticavo, anch'io sono riuscita a scorticarmi uno stinco con un ramo che,
nonostante Luca mi avesse avvertito, ho centrato in pieno per strada, anch'io,
come Paoletta, dovrò rinunciare alla minigonna stassera, quando, dopo
aver pedalato tutto il giorno, saremo ancora pimpanti per andare a ballare fino
a notte fonda!!! Altro che discotecaaaaa!!!!!! In campeggio ci siamo concessi
una bella doccia calda, ci siamo sentiti subito molto meglio e siamo andati
tutti dritti, dritti a nanna..
1a tappa: Partenza
SECONDA TAPPA: NAJERA-BURGOS (13 Agosto 2002)
Oggi per me e per Luca è turno di riposo. Io descriverò semplicemente alcuni luoghi che ho visitato, mentre Paole racconterà la tappa. Chi viaggia in furgone deve occuparsi di smontare le tende, recuperare i bagagli di tutti, dirigersi alla fine della tappa, piantare le tende o trovare una pensione in cui dormire, possibilmente prima che arrivi chi è di turno in bike. Abbiamo quindi preso la strada statale in direzione Burgos, facendo tappa a Santo Domingo della Calzada. Santo Domingo è una cittadina davvero carina, con una bella cattedrale, che purtroppo era chiusa. Sui balconi delle case erano appesi alcuni drappi colorati e c'erano dei manichini vestiti con abiti d'epoca, molto probabilmente c'era stata qualche festa di paese. Io e Luca siamo riusciti finalmente a farci la "credenziale". La credenziale è un documento che certifica lo stato di "pellegrino" e serve per farsi riconoscere negli ostelli e negli alberghi per pellegrini, mostrandola si riceve aiuto ed ospitalità. Nella credenziale ci sono degli appositi spazi, nei quali vengono apposti dei timbri che servono a certificare l'effettivo svolgimento del cammino. Più tardi siamo arrivati a Burgos, io ho montato le tende e la nostra era un po' storta!!! Dopo qualche ora abbiamo ricevuto la telefonata di Paola, era stanca e Luca è andato a prenderla. Io sono rimasta stesa al sole. Quando sono arrivati mi hanno portato un girasole che hanno accuratamente strappato con le radici per evitare che sofrisse l'aridità. Vedo che Luca non ha perso l'abitudine di sradicare qualsiasi forma vegetale come quando veniva a trovarmi appena conosciuti. Secondo SOS, si va in città a recuperare Paolino e Cristian, quest'ultimo ha bucato!!! Bugos è una bella città, anch'essa con la sua bella Cattedrale dalle punte a guglia che spiccano nel cielo azzurro. Qui in Spanga si cena molto tardi, proprio perchè il sole tramonta quasi un ora dopo rispetto all'italia. Effettivamente ho perso ogni cognizione del tempo, magio quando ho fame, dormo quando ho sonno, ho dimenticato tutte le mie mille faccende di lavoro e di casa .... ahhh che libertà! Credo davvero che tornerò dal viaggio rinfrancata nello spirito!
2a tappa: partenza
TERZA TAPPA: BURGOS-FORMISTA (14 Agosto 2002)
Oggi ci si sveglia un po' prima del solito (ore 7.00), tocca alla sottoscritta (Monica), Luca e Cristian. Cristian di solito è velocissimo, forse ha anche le gambe un po' più lunghe delle nostre!!! Diciamo però che oggi sono in discreta forma fisica e riesco a stargli dietro ..... oppure lui è veramente stanco! Il paesaggio oggi e semi-desertico, per fortuna pedalando si prende un pò d'aria. Diciamolo pure noi non siamo dei veri pellegrini. Quelli veri lo fanno a piedi, con lo zaino sulle spalle o in bicicletta con tutti i bagagli!!! Noi abbiamo il fantastico fiat verde, la bici con mega-deragliatore, forcella ammortizzata, e chi ne ha più ne metta!!!! Oggi sono rimasta particolarmente colpita dalle rovine del Monastero di S. Anton, la chiesa che prima faceva parte del Monastero è composta da un gruppo di mura altissime che svettano verso il cielo, una meraviglia!! Per pranzo ci siamo fermati a Castrojerez, il mio menù oggi consiste in carote, frutta e jogurt, i panini mi fanno troppa sete. A quanto pare Luca e Cristian non temono la sete e si sono fatti un bel sfilatino con il prosciutto crudo. Effettivamente dopo quattro birre a testa non possono temere la sete!!! A questo punto non mi resta che pensare che oggi riesco a stare dietro a Cristian a causa dell'effetto-birre. E io che credevo di essere un vero MONSTER!! Nel pomeriggio soffia un vento molto caldo, il panorama è tuttavia bellissimo, ci sono tante alture che interrompono la pianura tutta secca e arida, sembra un paesaggio da Gran Canyon!!! Verso la fine della tappa, aprofittando della distrazione di Luca e Cristian, con un comportamento del tutto antisportivo .... ho tagliato per prima il traguardo!!! Quando siamo arrivati Paolino e Paola avevano già trovato una pensione, quindi l'unico pensiero era trovare un posto per mettere qualcosa sotto i denti. Siccome era troppo presto per mangiare, abbiamo finto di essere interessati ad una mostra di quadri, .... in realtà abbiamo spazzolato il buffet. Finalmente poi si cena. Qui fanno una minestra di verdure davvero strana, ci aspettavamo tutti il solito minestrone con il brodo, invece qui la minestra si può mangiare con la forchetta. Non c'era il solito mix di verdure che si usa da noi, ma funghi, carciofi, teggiganti, piselli, aglio e qualche pezzo di carne.
3a tappa: partenza
QUARTA TAPPA: FORMISTA-SHAGUN(15 Agosto 2002 - FERRAGOSTO)
Stamattina ci siamo fatti il caffè in strada. Sono convinta che questa vita un pò spartana ci faccia bene. Io sono troppo abituata alle comodità, certo, quando il tempo stringe servono .... qui però non abbiamo pensieri e queste cose si possono fare!!! Io e Luca oggi siamo in furgone, quindi cominciamo la strada verso Shagun. La tappa era veloce, per mezzogiorno i nostri compagni erano già al campeggio. Quindi, tutti assieme, ci siamo crogiolati al sole e abbiamo fatto qualche tuffo in piscina! Per cena siamo andati a piedi al paese, era vicino. Qui abbiamo mangiato in una trattoria che sembrava una betola. Il cameriere era un omone enorme, con il pizzetto nero che voleva semprare un duro, in realtà era troppo simpatico. Il piatto forte della serata è stato un insalta di tegoline giganti, ceci, funghi, carciofi. Nei piatti qui non manca mai aglio e cipolla! Quando siamo tornati in campeggio c'era una cofusione incredibile!!! Cerano bambini che giocavano, urlavano e scampannellavano con la bicicletta, robe da matti!
4a tappa: panoramica
QUINTA TAPPA: SHAGUN-LEON (16 Agosto 2002)
Oggi toccava a me (Monica), Luca e Paolino. Paolino è partito mezz'ora prima di noi e con la sua pedalata scattante ci ha ovviamente preceduti. La tappa è di soli 53 chilometri e siamo riusciti a mantenere una media di 20 km/ora circa Per ora di pranzo eravamo già pronti per conquistare LEON! L'impatto con la città è stato davvero entusiasmente, specialmente per i maschietti. Leon, oltre ad essere una città vivacissima, è piena di belle ragazze dalle forme molto formose, quindi immaginate come si "triggheravano" i nostri boy-bikers! Dopo esserci rifocillati abbiamo deciso di visitare la città. La prima cosa che colpisce è la cattedrale. Entrarci e rimanere senza fiato è un tutt'uno. Provate ad immaginare di entrare in un posto buio che pian piano si illumina di colori che provengono da una serie di vetrate, tutte diverse fra loro. Era talmente bello che non sapevi dove guardare! Dopo la visita alla cattedrale abbiamo camminato un po' lungo le vie della città. Tra le bellezze architettoniche che abbiamo incontrato lungo la nostra passeggiata va segnalato il Palazzo di Gaudì. Si tratta di un edificio enorme dalle sembianze di un antico castello. Per cena invece abbiamo provato alcune nuove specialità: la tortilla con il baccalà e il chorizo, quest'ultimo è un salamino, o meglio una specie di salsiccia che contiene anche un po' di paprica e che viene utilizzato un molti piatti, tra cui nella minestra con i fagioli.
5a tappa: la strada..
PERMANENZA A LEON (17 Agosto 2002)
Oggi si sosta, nessuno pedala. Ne approfittiamo per dormire un po' di più. In mattinata siamo riusciti a fare anche il bucato. Un suggerimento: non serve portarsi troppi vestiti, lungo il cammino, nei campeggi e anche negli appartamenti si trova spesso la LAVATRICE!!!! Sempre prendendocela molto comodamente siamo tornati in centro a Leon. Io (Monica), Cristian e Paola abbiamo visititato il museo della Cattedrale, dove sono custodite molte statue che prima si trovavano nella cattedrale. Oltre a statue di immagini sacre, c'erano anche molti quadri (moderni e antichi) e le vesti che venivano usate dai Vescovi e dai preti per celebrare la messa, si trattava perlopiù di abiti estremamente preziosi. Prima di cena abbiamo passeggiato ancora per il centro, abbiamo sorseggiato la birra del nostro Santo (la San Miguel; sponsor ufficiale del Nostro Cammino) e i nostri boys-biker hanno continuato ad ammirare la fauna di belle giovinette del loco. La sera abbiamo cenato all'aperto, in uno dei tanti locali lungo le viuzze del centro. Abbiamo provato la zuppa di Chorizzo e fagioli. Diciamo che uno di noi, ma dico uno a caso (il marito del Monster), non aveva bisogno di una tale pietanza per "farsi sentire". Lui tuttavia afferma di non aver potuto rinunciare per mantenere le sue high-air-performances! Tutti in coro appassionatamente abbiamo cercato di interessare i passanti sorseggiando rumorosamente la nostra zuppa .... ma nessuno ci badava! Inutile dire che la SANGRIA ha fatto da ottimo accompagnamento per questi piatti deliziosi. A questo punto spero che i miei compagni di viaggio si ricordino di quest'episodio. Zitta, zitta, senza dir niente a nessuno ho messo due bei gomitoli di filo sotto la maglietta e ho fatto finta di essere una fanciulla del loco dalle forme popp ....ute!!! Inutile dire che il servizio fotografico è stato immediato e che fra tutte le 1000 foto che la mamma di Cristian ha visto .... la prima è stata proprio quella!!!
la pausa a Leon
SESTA TAPPA: LEON-RABANAL DEL CAMMINO(18 Agosto 2002-GIRO DI BOA)
Oggi tocca a me (Monica), Paoletta e Luca. Abbiamo un po' di strada da fare per uscire da Leon. Io oggi ho provato a ripetere il mio atterraggio su Paoletta, già collaudato in Val di Resia. Ero distratta e per evitare di pianare su Paola ho frenato è ho fatto un volo. Fortunatamente non mi sono fatta male, ma ho spaventato i miei due compagni di tappa. E' meglio che stia più attenta, anche in bicicletta, come a piedi e come in macchina .... bisogna fare attenzione!!!!! All'uscita del paese è stata costruita una chiesa moderna "la Virgen del Cammino". E' una chiesa dedicata alla Madonna e, dietro l'altare, è conservato il suo manto azzurro. Sembra ci sia stata un'apparizione proprio in questo luogo. Nella chiesa c'era un prete che sapeva bene l'Italiano e ci ha detto che potevamo accedere alla stanzetta dove è conservato il manto. Ci ha detto che potevamo baciarlo e poi posizionarlo sopra la nostra testa, esprimendo un pensiero per la gioia e per la pace della nostra famiglia. Abbiamo chiesto al prete se poteva confessarci e lui lo ha fatto. All'uscita della chiesa abbiamo trovato anche Cristian e Paolino, che avevano appena finito di caricare i bagagli nel furgone e si stavano dirigendo verso Rabanal. La strada rimane per un po' pianeggiante, poi si comincia a fare un po' di fatica, il terreno non è dei migliori e il cammino ad un certo punto diventa sentiero e si fa via via più stretto. La terra è rossa. Come dicono Luca e Cristian .... sembra di stare ad Agua Caliente!!!! Per pranzo ci siamo fermati ad Astorga. In centro c'era una specie di rievocazione storica, le persone erano in costume e ballavano a ritmo di nacchere. C'erano anche degli enormi pupazzi di cartapesta che rappresentavano dame, principi e guerrieri. Questo pupazzi venivano trasportati lungo le vie della città. Ad astorga abbiamo mangiato molto bene ed abbiamo assaggiato la trota, una specialità locale in questa zona. Ci siamo fermati un po' ad ammirare il Palazzo di Gaudì. Anche questo, come quello di Leon, sembra un castello. Lo stile di Gaudì, al nord della Spagna mi sembra un po' diverso da quello che si trova a Sud ed in particolare a Barcellona. A Sud Gaudì ha usato più colori e le forme dei palazzi sono tondeggianti, qui, invece è tutto più "spigoloso". A fianco del palazzo c'è la cattedrale, anche questa molto grande e molto buia, gli interni sono in stile gotico. Dopo questa breve vistita abbiamo ripreso la strada per Rabanal, con il vento rigorosamente contro. C'era un bel paesaggio, tutto collinare, si alternavano distese aride e pinete verdi. Abbiamo incontrato di nuovo Paolino e Cristian con il furgone, stavano tornando da Astorga. Ci siamo troppo divertiti con i loro scherzetti simpatici. Prima ci incitavano a correre dal fugone (adibito a macchina da supporto per l'occasione), poi si sono nascosti e hanno tentato di lavarci con l'acqua. Dopo qualche chilometro si sono fatti trovare con il tavolino blu (modello esclusivo di Paolino) al ciglio della strada, fingendo un luogo di ristoro. Al paesino li abbiamo trovati che gustavano comodamente seduti un gelatino alla facciaccia nostra che sgobbavamo sulle salite. Per finire, giunti a Rabanal, ci hanno fatto credere che dovevamo dormire in un ostello con 60 persone russanti e in preda alla flatulenza. Beh, oserei dire che ci è andata bene, per una spesa modica hanno trovato alloggio in un albergo davvero carino. Rabanal del cammino è un paesino piccolo, le case sono quasi tutte ristrutturate da poco, molto probabilmente si tratta di recuperi edilizi avvenuti grazie ai contributi della comunità europea e, diciamolo, in questo caso sono soldi ben spesi!!!!
6a tappa: un punto di ristoro...
SETTIMA TAPPA: RABANAL DEL CAMMINO-VILLAFRANCA DEL BIERZO (19 Agosto 2002)
Io e Luca oggi non pedaliamo, facciamo i ronfanti e ce la prendiamo comoda. A Cristian, Paola e Paolino spetta la tappa con "La cruz de fierro", che dovrebbe essere il punto più alto del cammino. Noi la Cruz l'abbiamo vista dalla strada. A dire il vero sembra un cestino dell'immondizia, tutti ci lasciano un ricordo. Capisco lasciarci un sasso, forse anche un messaggio .... ma i sacchi di plastica, mi pare un po' troppo. Lungo la strada abbiamo dato un passaggio ad una ragazza messicana, povera, stava piangendo. Purtroppo aveva una tendinite che non le permetteva di camminare a lungo. Ci ha raccontato che vive a Città del Messico e che studia arte. In Messico si era allenata molto prima di fare il cammino ed era un po' triste all'idea di non farcela. L'abbiamo lasciata a Ponferrada e abbiamo proseguito. A Villafranca abbiamo trovato un bell'appartamento da cinque persone, addirittura con cucina funzionante e salotto (trasformato in camera per Paoletta). Nel pomeriggio siamo tornati tutti assieme a Ponferrada dove abbiamo visitato il castello, del quale sono conservate solo le mura. Ponferrada è una zona ricca di minerali e si estrae soprattutto la "lavagna" (Paola, aiuto, come si chiama tecnicamente?), quindi i tetti delle case non hanno le tegole come da noi, ma sono ricoperti da strati di pietre tagliate come se fossero delle lastre. Per cena siamo tornati a Villafranca e abbiamo cenato in piazza all'aperto. Al momento di ordinare il dessert, nella confusione generale, Cristian e Paola hanno ordinato una "manzana", credendo che arrivasse una crostata di mele .... invece è arrivata una mela a testa e siamo scoppiati tutti a ridere.
7a tappa: la discesa dalla Cruz de Ferro..
OTTAVA TAPPA: VILLAFRANCA DEL BIERZO-TRICASTELA (20 Agosto 2002)
Oggi è turno di pedalata, alle 7.30 eravamo già in bicicletta. Io e Luca siamo partiti presto, mentre Cristian che sofre un po' il freddo è partito più tardi. Che invidia, dorme la mattina, poi con le sue gambe lunghe pedala come un matto e finisce la tappa con noi!!! La tappa era tutta in salita fino a O'Cebreiro. Purtroppo io e Luca abbiamo perso le indicazioni del cammino e quindi abbiamo fatto la salita sulla strada di asfalto. Abbiamo fatto qualcosa tipo 35 km di salita LENTA ED INESORABILE costeggiando una montagna verde che, con il riflesso del sole, sembrava ancora più verde!!!! Giunti a O'Cebreiro ci siamo goduti il panorama. Qui siamo abbastanza in alto (1300 metri sul livello del mare), i paesini che si incontrano sono tutti immersi nel verde. O'Cebreiro è un paesino celtico con tante case in pietra, anch'esso in fase di ristrutturazione, ci sono perfino delle case con il tetto di paglia, oltre a quelle con il tetto in "lavagna". In questa zona ci sono molte piante, fiori e un numero di felci incredibile. Dopo O'Cebreiro la strada è tutta in discesa, ci sono molti paesini piccoli, le mucche che camminano lungo il sentiero. Le strade che percorriamo in bicicletta sono tutte ricoperte dalle cacche delle mucche e, con la mountain-bike, notoriamente con gomme "tappate" e senza parafango, succede di sollevarle, lanciarle verso il cielo e .... cercare di evitare la caduta della pioggia profumata. A Cristian è perfino caduta una maglietta bianca su un ricordino di mucca e ha provveduto immantinete a liberarsene. Anche oggi abbiamo concluso la tappa per ora di pranzo, quindi nel pomeriggio abbiamo potuto dedicarci alle visite. Ci siamo diretti quindi a Sarria, quì però non c'era molto da vedere, anzi direi che la città era un po' triste. Quando siamo arrivati abbiamo visto alcuni "baracchini" dove facevano da mangiare e abbiamo notato che cucinavano il Polipo in quantità industriali. Effettivamente cominciamo ad avvicinarci al mare e quindi anche il cibo sta effettivamente cambiando, siamo passati dalle carni di ogni tipo a una gran scelta di pesci, crostacei e molluschi. Dopo un breve giro per le vie di Sarria, dopo aver consultato la mapp abbiamo deciso di avviarci verso Lugo. Lugo è una città medievale, con origini probabilmente celtiche, ed è cinta da grosse mura che delimitano il centro storico. Per parcheggiare abbiamo provato il brivido del parcheggio sotteraneo. Convinti che fosse possibile entrare con il nostro fiat ducato verde abbiamo fatto il tentativo. All'ingresso abbiamo subito lasciato il nostro ricordino sulla sbarra cercando di curvarla leggermente. Poi è cominciata l'odissea. Il fugone non ci passava, rischiavamo di prendere le luci di emergenza. Il primo tentativo di sopravvivenza è stato quello di provare a togliere i portapacchi, impossibile non si lasciavano togliere. Ovviamente non avevamo tutti i bagagli che consentivano di abassare la parte posteriore del mezzo, quindi abbiamo organizzato una spedizione e, io, Luca e Paoletta ci siamo messi nel "posteriore" del fugone. Insomma ne siamo usciti indenni, nessuno ha preso il nostro numero di targa e Cristian ha superato brillantemente l'esame manovra in parcheggio sotteraneo! Una volta usciti dall'incubo ci siamo diretti in centro. Qui abbiamo visitato la cattedrale, anche questa è molto imponenete, nella zona dell'altare ci sono decorazioni molto preziose in argento che danno luce. I negozi erano aperti, così abbiamo approfittato per fare qualche compera. Paolino faceva le sfilate e io e Paoletta fungevamo da comitato di giudizio. Luca e Cristian, che hanno una tolleranza pressochè nulla per lo shopping (tranne per Luca quando si tratta di pc, decoder, oscilloscopi, e qualunque cosa che abbia un funzionamento elettronico), si sono fermati in un bar ad assaggiare tapas e sorseggiare San Miguel. Li abbiamo trovati belli allegri, quindi li abbiamo prelevati e portati a cena.
8a tappa: molto traffico..
NONA TAPPA: TRICASTELA-PALAS DE REI (21 Agosto 2002)
Oggi il furgone tocca a noi (Monica e Luca) e, tanto per cambiare,
ce la siamo presa comoda. In mattinata abbiamo visitato il monastero di Samos.
Era possibile accedervi tramite una visita guidata. La guida parlava Spagnolo,
si capiva quasi tutto. Il monastero è attualmente abitato da quindici
monaci Benedettini. All'interno del monastero ci sono due chiostri, quasi completamente
decorati con murales del 1900. Nei murales è raffigurata la vita dei
monaci all'interno del monastero, in alcuni di essi il senso della prospettiva
è particolarmente evidente.Una delle immagini che ci ha colpito di più
è quella dell'angioletto nero. Solitamente le immagini sacre legate al
Cristianesimo sono di carnagione chiara, era la prima volta che vedevamo questa
particolarità. Prima di accedere alla basilica abbiamo visitato le sale
in cui i religiosi indossavano gli abiti per le funzioni. In queste stanze erano
conservati in modo impeccabile alcuni mobili antichissimi, i pavimenti erano
in marmo, muri e soffitti erano affrescati con colori delicati. La visita è
terminata all'interno della chiesa del monastero. Anche qui abbiamo notato una
particolarità. Nelle navate della chiesa c'era una statua che rappresentava
il benefattore del Monastero, Alfonso IX. All'epoca aveva elargito cospicue
somme per la costruzione ed il mantenimento del monastero. La statua lo raffigurava
in abito da "guerra". Generalmente in un luogo sacro non dovrebbero
esserci immagini bellicose, ma tale Alfonso IX ... aveva dato una mano ... e
se lo meritava!!! La guida ci ha detto che la chiesa è dotata di un organo
estremamente difficile da suonare a causa delle numerose tastiere. Sono pochi
gli organisti che riescono ad utilizzarlo, motivo per cui si tengono pochissimi
concerti e a distanza anche di anni uno dall'altro. Abbiamo continuato a prendercela
comoda, non pensavamo che i bikers potessero arrivare prima di noi in furgone,abbiamo
addirittura dato un passaggio a due pellegrini spagnoli, cercando di conversare
in qualche modo. Per fortuna l'italiano è simile allo spagnolo, basta
aggiungere qualche "esse" alla fine delle parole ... e ti capiscono!!!
Paolino, intanto, con la sua velocità supersonica, aveva già raggiunto
la destinazione prevista per oggi: Palas de Rei. Dato il suo vantaggio di circa
mezz'ora era pure riuscito a trovare una comoda sistemazione in albergo. Poco
dopo sono arrivati anche Cristian e Paoletta. Abbiamo mangiato assieme un panino
con il formaggio. Io e Paoletta ci siamo fermate ad ammirare alcuni ciclisti
dal fisico prestante, mentre i boy-bikers ammiravano alcune giovani pellegrine
solitarie. Nel pomeriggio ci siamo fatti una bella siesta poi abbiamo deciso
di tornare a Lugo. Prima di partire abbiamo dovuto attendere che Paolino si
rianimasse un po'. Alla vista di una
bella sgnoccona in minigonna si era un attimino confuso, lui sostiene che
l'effetto fosse dovuto al fatto che si era appena destato dalla penichella!!!!
A Lugo abbiamo parcheggiato all'aperto evitando l'odissea del giorno precedente.
Prima di cena abbiamo fatto una bella passeggiata sulle mura della città.
purtroppo faceva freddo e si stava levando un po' di vento. Per cena abbiamo
assaggiato il Polipo (Pulpo nell'idioma locale). Qui lo fanno con l'olio e la
paprica dolce, tralaltro era freschissimo!!! Come dessert ci siamo fidati del
consiglio del cameriere e abbiamo assaggiato il melone con il Contreau, B U
O N I S S I M O.
Di questa tappa sono disponibili i grafici
della performance e i commenti di Paolino.
9a tappa: il cammino
DECIMA E ULTIMA TAPPA: PALAS DE REI - SANTIAGO DE COMPOSTELLA (22 Agosto 2002)
Mi sento davvero fortunata ad arrivare in bicicletta a Santiago. Mi dispiace per Cristian e Paoletta, sarebbe stato bello poter arrivare tutti assieme! Oggi quindi pedalo con Luca e Paolino. Abbiamo posticipato la partenza di mezz'ora rispetto alla norma, sono le 8.00 e fa veramente freddo. Il sentiero è tutto un continuo saliscendi, non mancano i ricordini delle mucche, che cerchiamo accuratamente di evitare. Finalmente abbiamo visto le galline. Io non riuscivo a capacitarmi su come fanno gli Spagnoli a cucinare così tante tortillas, quando in tutto il percorso non avevo visto una gallina. Paolino, con la sua abile tecnica del "cattura pollastrelle", ne ha afferrate un paio. Le gallinelle sgambettavano un po' perchè non volevano farsi catturare, ma quando sentivano il caldo del nostro corpo si facevano tenere in braccio. Una sola, poverina, è finita nelle sgrinfie di luca che voleva adottare la sua nota tecnica di "sventrapapere". Anche oggi abbiamo incontrato le mucche per strada e abbiamo dovuto dare loro la precedenza. Mentre scendevamo lungo il sentiero ci siamo imbattuti in un distributore di COCA - COLA, con tanto di cavo della corrente che si perdeva nella vegetazione. Era un distributore di quelli con le monetine che si può trovare, ad esempio, in una stazione dei treni, che squallore!!! Non era certamente il suo posto! Dopo qualche chilometro siamo capitati nei pressi di una chiesetta di origine romanica, la chiesa di San Giovanni Battista. Il prete, a gran voce ci ha chiamati e ci ha permesso di visitarla. Una signora del luogo ci ha illustrato la storia e i particolari della chiesa. All'uscita abbiamo ripreso il sentiero verso Santiago. Poichè si tratta degli ultimi chilometri di percorso, ci sono parecchi pellegrini e bisogna stare attenti a non investirli. Ad un certo punto abbiamo incontrato un passaggio su un fiume. Luca e Paolino, ovviamente, hanno cercato la sfida a chi attraversava l'acqua passando sopra le pietre, che fungevano da ponte, senza appoggiare le gambe. Ha vinto Paolino. Io non ci ho nemmeno pensato a fare una peripezia del genere e, dopo aver caricato la bici in spalla, ho fatto la traversata a piedi. Verso santiago abbiamo incontrato una bellissima foresta di eucalipti. Mi hanno spiegato che si tratta di una pianta importata dai Portoghesi quando servivano grosse quantità di legname. L'eucalipto è una pianta che cresce molto in tempi brevi. Il terreno qui era sabbioso e si faceva una gran fatica ad andare avanti, senza contare che era tutto un saliscendi. Finalmente si arriva al Monte de Gozo, qui si dovrebbe notare un panorame bellissimo e si dovrebbe intravedere la cattedrale, la giornata è molto fusca, purtroppo non riusciamo ad ammirare nulla di tutto questo. Qualche metro più in giù rispetto al monumento costruito sul monte, si trova il più grande albergo del pellegrino, aperto nel 1993, in occasione del Pellegrinaggio di Giovanni Paolo II. L'ostello è enorme e funge anche da campus universitario. Prima di arrivare a sentiago si costeggia l'areoporto e poi la strada divente normale. Le frecce che indicano la direzione cominciano a scomparire e per arrivare alla Cattedrale bisogna un po' arrangiarsi. Avvicinandoci al centro di Santiago ci siamo resi pian piano conto che la parte meravigliosa del cammino è proprio "il cammino" e non l'arrivo a Santiago. A tutti ci è venuta in mente una frase che avevamo letto in un ostello prima di partire: "la meta è il cammino e non Santiago", finalmente ne abbiamo capito il senso. A Santiago di fatto non ci siamo arrivati tutti assieme. Cristian e Paoletta erano in furgone, poi è arrivato Paolino e, infine, con tanto di sgommata finale, ci siamo arrivati pure noi.
La sensazione che ho provato è questa: ognuno di noi, con le SUE motivazioni e con il SUO cuore, ha fatto il SUO cammino. Il cammino si vive individualmente, si vive con le proprie emozioni. Si può poi decidere di condividerle o meno, ma il cammino rimane sempre una prova con se stessi; la prova di possedere la forza fisica per non arrendersi, di conoscere i propri limiti, la prova di amare le cose semplici, la prova di relazionarsi con persone che non si conoscono; la prova di alzarsi al mattino anche quando il corpo si rifiuta, la prova di vivere giorno dopo giorno come capita (un giorno con il sole, un giorno con il vento, un giorno in salita e un giorno in discesa)... e la somma di tutti i giorni, cos'è? La vita .... e cioè .... un cammino.
Giunti in prossimità della cattedrale, prima di procedere alla visita della stessa, abbiamo preferito recarci in appartamento per rinfrescarci un po'. Paoletta e Cristian ci hanno regalato la conchiglia, che, assieme alla spilla di Paolino e alla maglietta dei Santiaghini, formerà la nostra divisa per conquistare la città, per poi collocarsi nella valigia dei ricordi di ciascuno di noi.
Per prima cosa abbiamo visitato la Basilica, rispetto a quella di Leon è molto più maestosa ed imponente, ma, senza dubbio, l'effetto delle vetrate della Cattedrale di Leon è più magico. Nella Basilica abbiamo visitato i resti di San Giacomo accedendo dall'abside, una struttura completamente ricoperta d'oro e decisamente barocca. Nell'abside, oltre alla statua di San Giacomo, ci sono altre statue che raffigurano angeli. Al centro della chiesa c'è un organo con le canne che partono dai due lati delle navate e quasi si toccano al centro della navata centrale. In chiesa abbiamo assistito alla messa vespertina. Dopo aver passato quasi due ore in chiesa siamo usciti in cerca di un buon ristorantino per cenare. Nelle viuzze di Santiago ci sono un sacco di localini e si possono trovare delle specialità a base di Polipo, molluschi e crostacei di ogni tipo!!! Noi amanti del pesce (Paoletta, Luca e Monica) abbiamo assaggiato la minestra di "pescado", che a Santiago si chiama "maresco", mentre Paolino (nonostante le origini siciliane), più diffidente verso le bestie di mare, ha provato il "caldo gallego", una minestra di verze e patate, tipica del luogo. Rientrando in appartamento abbiamo incontrato anche dei pellegrini con i quali avevamo scambiato quattro chiacchere durante il cammino: un bimbo e una bimba, di 14 e 16 anni (circa) con il loro papi!!! Fortissimi: si sono portati tutto dietro e sono partiti dalla Francia (S. Juan Piè de Port), mitici!!!
10a tappa: finalmente a Santiago
PERMANENZA A SANTIAGO DE COMPOSTELLA (23 Agosto 2002)
Oggi è la giornata delle grandi visite: dopo aver ritirato
la Compostela (che è un certificato che attesta che abbiamo percorso
il cammino), siamo andati a visitare il museo della cattedrale. La prima parte
era senza dubbio quella più interessante perché c’era la
ricostruzione archeologico/architettonica della Basilica e si trovavano numerosi
resti di reperti rinvenuti nella stessa. Nelle altre stanze c’erano arredi
e oggetti preziosi (calici, crocifissi, ecc.) oltre che vesti sacre. Nell’edificio
c’era anche una biblioteca con volumi antichissimi, alcuni di essi contenevano
carte geografiche vecchissime, con una visione davvero approssimativa del mondo.
In una sala erano custodite anche le monete che venivano trovate nell’elemosina
della Basilica, le monete provenivano da tutte le parti del mondo. Alla fine
della visita siamo andati nella cattedrale per assistere alla messa del Pellegrino.
Oltre al sacerdote di Santiago c’erano anche altri preti, tra cui molti
che avevano percorso il cammino, provenienti da varie parti del mondo. La messa
era in spagnolo, con delle preghiere in varie lingue. Nel pomeriggio abbiamo
continuato la nostra visita culturale quindi abbiamo visitato la cripta e il
palazzo dove abitavano vescovi e sacerdoti. Più tardi abbiamo visitato
anche il museo del pellegrino, nel museo c’erano molte statue di San Giacomo
e molti documenti originali: indulgenze, compostele, ecc. Al termine delle nostre
visite culturali ci siamo concessi delle stupende pastine al cioccolato seduti
sui gradini di una delle piazze adiacenti alla cattedrale. Purtroppo a Santiago
non faceva molto caldo, un po' a causa della stranissima estate di quest'anno
che è terminata con pioggia e freddo e in parte anche per la vicinanza
all'oceano atlantico che incide nel clima della zona con le sue correnti fredde
e umide. Ora c'è da raccontare un piccolo anedoto. A Santiago abbiamo
alloggiato in un appartamento ma non eravamo soli, c'era anche una signora che
però aveva visto solo Monica, nessuno di noi l'aveva incontrata e tutti
dubitavamo della lucidità di Monica, pensavamo che si fosse inventata
tutto. Finalmente oggi siamo riusciti a risolvere questo mistero, Monica l'ha
notata mentre passeggiava per Santiago e ce l'ha presentata; per fortuna il
nostro Monster non ha le allucinazioni!!! Prima di rientrare in appartamento
abbiamo anche incontrato dei ragazzi tedeschi che abbiamo conosciuto durante
il cammino (e che Paolino ha scambiato per francesi ascoltando attentamente
il suono dolce della lingua che parlavano .... ja, achtung ....). Li abbiamo
invitati a bere un paio di birre e ce la siamo raccontata un po' divertendoci
a mescolare un po' di inglese e un po' di tedesco!!!